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Sarri: “Qualificazione aperta. Dybala e Ronaldo insieme? Difficile, ma piacevole. Su Pjanic…”

Maurizio Sarri ha parlato ai microfoni di Sky Sport prima del match di Coppa Italia contro il Milan. La partita di domani sancirà il ritorno del calcio italiano dopo mesi di stop.

“Ricominciare con la Coppa Italia è positivo. Penso che tutto sommato abbiamo la fortuna di giocare per tre obiettivi e di giocarli separatamente uno dall’altro e questo ci può consentire di focalizzare le motivazioni solo su un obiettivo per volta e può essere qualcosa di importante e di vantaggioso. Le partite con il Milan, quest’anno, sono state tutte difficili sia in campionato che in Coppa Italia. Quindi è un avversario che a noi crea delle difficoltà. Il risultato dell’andata non ci garantisce niente. Le squalifiche del Milan mi lasciano pensare che giocheranno con un undici competitivo. È una partita con un risultato ancora apertissimo

Siete pronti?

“Questo ce lo dirà il campo. Io credo che nessuno staff e nessuna squadra sappia a che punto siamo arrivati. Per due motivi molto semplici: il primo è che siamo reduci da un’interruzione anomala, anomala nel senso che i giocatori d’estate fanno interruzioni di trenta giorni e fanno solitamente interruzioni attive: chi nuota, chi gioca a tennis… mentre questa volta siamo si fronte ad un’interruzione passiva, nel senso che i giocatori sono stati per sessanta giorni su un divano, con piccole attività svolte in casa. Quindi è una situazione talmente anomala che non ci dà delle certezze su quella che può essere l’efficienza in questo momento anche vista la mancanza delle amichevoli che in questo periodo chiaramente non si potevano fare. Quindi uno come me può essere soddisfatto per quello che ha visto in allenamento ma poi il riscontro in partita è diverso”.

Come l’ha trovato Ronaldo?

“Fisicamente sta abbastanza bene, è chiaro che anche a lui mancano le partite, la sensazione del campo, della partita vera. Ha fatto un buon lavoro in allenamento e la sensazione è che la gamba risponda abbastanza bene. È un aspetto positivo perché il nostro futuro e i nostri tre obiettivi stagionali passano da lui”. 

Si giocherà ogni tre giorni. La rosa più ampia dovrebbe fare la differenza…

“Sai, noi la rosa ampia ce l’abbiamo. Purtroppo però in questa stagione l’abbiamo avuta più sulla carta che non effettivamente. Abbiamo avuto tre o quattro infortuni di gravissima entità che ci hanno tenuto fuori giocatori per tanti mesi. Mi riferisco a Demiral, a Giorgio (Chiellini), a Khedira che si è sottoposto ad un’operazione, e a qualche problema con Rabiot e con Ramsey. Poi abbiamo dovuto affrontare le partite con una rosa normale nonostante la nostra rosa potenziale sia ampie e di alto livello.”

Dybala ha fatto un po’ preoccupare i tifosi della Juve con quella intervista alla CNN, ma poi ha detto che alla Juve sta bene e che con Sarri è migliorato. Il tormentone della coesistenza Dybala – Ronaldo l’è mancato in questo periodo?

“No. Dybala è un giocatore fenomenale. La nostra difficoltà dal punto di vista tattico è solo far coesistere due giocatori atipici nella steso momento in campo. È chiaro che ci possono fare la differenza in qualsiasi azione. È altrettanto chiaro che dal punto di vista tattico non è semplice farli giocare insieme. Però quando due giocatori hanno queste qualità tecniche e anche fisiche possono fare le differenze in qualsiasi momento, il resto della squadra si deve saper adeguare a quello che fanno sia in fase difensiva che offensiva. È chiaro che il rischio di avere l’area avversaria vuota con questa soluzione la abbiamo. Però è una difficoltà piacevole.

Pjanic come lo ha ritrovato visto che ci sono voci di mercato fondate su basi solide? Lo ha trovato sereno o distratto?

“L’ho trovato molto meglio di quando abbiamo interrotto la stagione. Io ho parlato molto con Miralem perché lui è un giocatore straordinario. È uno che non si può permettere quattro o cinque partite sotto standard come aveva fatto ultimamente. Lui è d’accordo con me. Ha pagato un disagio mentale, perché mentalmente è andato in difficoltà perché dopo un paio di partite sbagliate non riusciva a trovare la forza di reagire, ma lui si deve convincere che è un grande giocatore. Un grande giocatore sbaglia la partita come l’hanno sbagliata tutti i grandi anche nel corso passato però puoi sbagliare una partita. Un grande giocatore poi rialza la testa e non perde convinzione e fiducia nei propri mezzi. Il ragazzo è d’accordo con me e mi sembra abbia fatto un buon percorso dal punto di vista mentale e in questi allenamenti l’ho visto molto bene.”

Quanto è importante il recupero di Khedira?

Khedira viene da due operazioni alla cartilagine del ginocchio. Ha sofferto molto in questa stagione e ha fatto fatica a trovare una condizione massimale. Ma è un giocatore di una affidabilità straordinaria, di un’intelligenza straordinaria, sia calcistica che umana. Difficilmente un allenatore può farne a meno. Non può essere al top, ma ha lavorato molto durante il lock-down. Le cinque sostituzioni ci avvantaggiano anche in questo senso, per dare a Khedira la possibilità di crescere partita dopo partita.”

Per lo scudetto: corsa con la Lazio o c’è anche l’Inter?

“Con dodici partite da giocare, tredici per l’Inter, bisogna lasciare aperte tutte le possibilità. Anche questo è un nuovo inizio che ha delle incognite per tutti. Quindi perdere punti in questa fase della stagione così particolare può essere facilissimo.”

La Juve in Champions ripartirà ad agosto, che Lione si aspetta dopo 5 mesi di stop?

“Ti faccio una domanda: è meglio giocare una partita dopo cinque mesi o meglio giocare una partita dopo quattordici partite in quaranta giorni? Non lo so. So che una lunga inattività si paga. Nella mia esperienza ti dico che non si paga nella prima partita. Chiaramente sarebbe un vantaggio se dovessimo giocare tre partite nel giro di una settimana contro il Lione ma nella partita secca penso che non ci siano grandi ripercussioni”.


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