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Bilancio Juve: perdite per 110 milioni, ma il taglio stipendi limita i danni

La Juventus si è dimostrata ancora una volta una Società ben strutturata, dove i rapporti tra dirigenza e giocatori sono basati sul rispetto reciproco, essenziale in momenti difficoltosi come quello che si sta attraversando in questi mesi. Questo rispetto che i giocatori sentono nei confronti di una dirigenza che li mette sempre in condizione di svolgere al meglio il loro lavoro di calciatori ha permesso di trovare, rapidamente e in anticipo rispetto ad altre realtà, un accordo riguardo il taglio degli stipendi, che permetterà un risparmio di 90 milioni di euro alla Società. Questa cifra permetterà di ricavare un tesoretto da destinare alla salvaguardia delle casse bianconere in caso non si torni più a giocare. Oltre ai giocatori sopracitati, anche l’allenatore Maurizio Sarri ha aderito e tutti quanti rinunceranno a 4 mensilità di stipendio (di cui due da recuperare nella stagione 2020/21).

Secondo le stime della Banca IMI e riportate sul Corriere dello Sport, le perdite in caso di mancato ritorno sui campi da gioco ammonterebbero a 110 milioni così suddivisi: 45 milioni di diritti TV Serie A e Champions League, 40 milioni dalle sponsorizzazioni e 20 dai mancati introiti allo stadio. Ed è proprio qui che il paracadute da 90 milioni entrerebbe in gioco per limitare i danni economici, che andrebbero a gravare ancor di più sui conti già in negativo di 50.3 milioni nel primo semestre 2019/20. Una cifra considerevole se si esamina l’analogo periodo della stagione precedente, quando i conti si chiusero con un utile di 7.5 milioni; sempre confrontando l’attuale semestre con quello della stagione scorsa si notano i ricavi in calo a 322.3 milioni (-2.4%) e spese in crescita a 260.9 milioni (+15%).

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