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Camoranesi a JTV: “La Juve ha lo spirito di chi non molla mai. Ex-compagni? Molti non li sento…”

Mauro German Camoranesi è stato ospite di una delle dirette organizzate da JTV. L’ex centrocampista bianconero, durante l’intervista, ha toccato diversi argomenti.

CALCIO & MUSICA

“La prima passione è stata quella per il calcio. La musica è arrivata dopo, l’ho scoperta un po’ come tutti verso i 14 anni. Io in casa ascoltavo molta musica perché mia mamma lavorava in casa e ascoltava la radio. In radio si ascolta di tutto. In quel periodo in cui si è un po’ irrequieti è nata questa passione.”

MARADONA

“La sera prima della Finale dei Mondiali del 2006 sono andato in camera di Ciro (Ferrara, ndr) perché dovevo parlare con lui. Ad un certo punto mi dice: “Sono al telefono, vieni qui dopo, perché sono al telefono con Maradona”. Mentre sto per uscire mi dice: “Camo non uscire che Diego ti vuole parlare”. Mi giro e pensai che mi stesse prendendo in giro. Mi disse che davvero stava parlando con Diego e che voleva parlarmi. Torno indietro, prendo il telefono e sento: “Ciao Camo, stai tranquillo che domani diventerai campione del mondo”. Per me alla vigilia della finale del mondiale sentire queste parole è stato meraviglioso. Era il mio idolo ed è stato bellissimo”

TREZEGUET

“Ci siamo divertiti da morire come compagni di stanza. Siamo stati tantissimi anni insieme. Vi dico una cosa in particolare: noi per sei mesi non ci siamo parlati. Quando sono arrivato in squadra è vero che era pieno di ragazzi sudamericani, ma io li vedevo come stelle. Allora io mi mettevo nell’angolino e non parlavo con nessuno. Io per tre mesi entravo nello spogliatoio, salutavo, mi cambiavo e non parlavo con nessuno. Poi siamo diventati amici e infatti ci sentiamo ancora adesso. Lui ora è a Madrid, è bloccato lì perché stava facendo un corso. Non mi vengono in mente aneddoti spontanei, ma ci preparavamo una seconda cena nella stanza, quando eravamo in ritiro. È un personaggio che ho conosciuto con il tempo. Ma si può dire che aveva la faccia da str***zo. Lui ti guarda sempre dall’alto e pensavo: “Ma chi si crede di essere questo?”.

MULTE

“Facevo collezione di multe ai tempi della Juve. Il compenso andava tutto ad un noto ospedale: mi auguro che nei prossimi anni il reparto porti il mio nome, perché l’ho costruito da solo. Ci pensò ancora ed è una cosa che non sono mai riuscito a capire. Adesso non arrivò più in ritardo e non prendo multe. Una volta ne parlai anche con mio padre: io abitavo a Moncalieri e mi allenavo a Vinovo; mi alzavo un’ora e mezza prima dell’allenamento facevo colazione ed ero bello pronto, ma evidentemente non mi piaceva arrivare lì ed aspettare gli altri. Un giorno sfrecciavo in macchina con mio padre e gli chiesi: “Ma perché arrivo sempre tardi?” E lui disse che ce l’avevo nel sangue, anche lui era così.”

RETE AL BOLOGNA

“È uno dei gol al quale sono più affezionato perché è una rete che fa capire lo spirito di questa squadra. Perdevamo 2 a 0 e rimontammo. Perché come si dice sempre, non bisogna mai mollare anche se mancano tre minuti. Mi pare fosse un anticipo o un posticipo, eravamo in lizza per il primo posto in campionato e quel gol ci permise di restare avanti in classifica. Mancavano tre minuti e pareggiammo al 93º, anche se in quella partita il Bologna dominò. Ma avevamo quello spirito di non mollare mai ed è per questo che ci sono affezionato”. 

BUFFON

“Vedere Buffon ancora in campo fa piacere. Evidentemente uno deve smettere quando se la sente, non quando lo chiedono gli altri. Io so che in tanti gli dicono che deve smettere, però io credo che se sta bene deve continuare, e fa benissimo”

RAPPORTI CON GLI EX-COMPAGNI

Mi sento con pochi perché siamo tutti sparsi in giro per il mondo. Poco fa, visto che lavoro in Slovenia, ho sentito Igor Tudor, perché lui adesso è tornato in Croazia, quindi ho sentito lui. Sento David Trezeguet ovviamente. Gigi Buffon l’ho visto poco fa perché ho fatto una visita al nuovo centro sportivo. Non mi sento con tanti, non so cosa fanno alcuni. Però con qualcuno ci vediamo allo Stadium. Con Edgar Davids per esempio, ci vediamo allo stadio. Poi con Ciro Ferrara che è ovunque, lo vedo sempre in televisione, è come il prezzemolo. Ieri sera sono rimasto fino alle due a guardare una trasmissione e c’era Ciro Ferrara”. 

ESULTANZA ALLA BANDIERINA

“L’esultanza contro la Fiorentina? Non mi ricordo particolarmente cosa ho cantato, ma è una cosa che volevo fare da tanto tempo. Ma io segnavo una volta ogni tre mesi e quindi ho dovuto aspettare un po’ di tempo prima di fare quella esultanza”

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