Average Juventino Guy

Dentro la testa di Sarri: tra modulo e singoli

Nel corso della stagione, la Juve e con essa Sarri, ha riscontrato alti e bassi. Nella testa del tecnico era già delineata una stagione quasi di transizione, in cui lui stesso avrebbe dovuto capire quanto profondo lasciare la sua impronta per non snaturare i giocatori a sua disposizione. Tuttavia il palcoscenico è di sicuro il più alto finora calcato dall’allenatore e ne consegue una maggior pressione ed una pesantezza diversa con cui i media affrontano ogni piccolezza di campo e non. Sarri dunque è alla ricerca della maniera più immediata ed efficace per risolvere le situazioni in cui si trova settimana per settimana, dovendo tenere in considerazione le squadre che affronta o gli infortuni.

Il modulo per esempio è uno dei temi più caldi vista l’alternanza di 4-3-1-2 e 4-3-3, ma ora sembra che la decisione sia stata presa. In una squadra in cui, citando Sarri: “Ronaldo mi crea un problema ma me ne risolve 100”, bisogna trovare equilibrio e spazi per organizzarsi e concedere il meno possibile. Il 4-3-3 è il modulo più congeniale in quest’ottica poiché permette maggior ampiezza e quindi di occupare il maggior numero di zone del campo possibile. Il processo di adattamento è ancora in corso e per questo si notano alcuni problemi del caso (su tutti lo scarso accompagnamento nella fase offensiva).

Per giunta, finché per ognuno non sarà trovato il ruolo più congeniale, non sapremo mai a cosa la squadra ambisce ad essere. Tuttavia, anche in questo senso stanno arrivando conferme estrapolabili dalle parole di Sarri ma non solo. Cuadrado per esempio non verrà più schierato (se non in condizioni di emergenza) come terzino, ma continuerà il suo processo con Sarri da esterno alto. Ramsey sta patendo il passaggio nel campionato italiano, dati diversi spazi e diverse dinamiche più tattiche, ed ha riscontrato alcuni problemi ad adattarsi al compito richiestogli dall’allenatore. La soluzione si sta trovando nella specializzazione del gallese nel ruolo di mezzala e solo il campo potrà dirci se la sua esperienza torinese verrà considerata fallimentare o meno. Un discorso simile va speso per Bernardeschi, il quale da inizio anno ha affrontato difficoltà nelle quali non è stato aiutato da una mancata precisa collocazione in campo. Federico ha giocato da esterno, trequartista e mezzala, dovendosi spesso adattare ad una posizione nuova e conseguenti indicazioni e richieste. Il passaggio al 4-3-3 potrebbe essere il definitivo modo per elevarlo in quanto esterno, ruolo dove l’anno scorso ha calato i maggiori assi.

Post recenti

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Chiudi il menu