Average Juventino Guy

Giù le mani da Sarri!

Venti di tempesta soffiano sulla Torino bianconera. La sconfitta per 2-1 patita contro il Napoli ha portato con sé una serie di polemiche che sembrano aver suscitato sconcerto dentro e fuori la tifoseria juventina.

La prestazione della Juve è stata, per usare un eufemismo, decisamente sottotono. Con un Napoli ferito e falcidiato dalle assenze, gli uomini di Sarri non sono stati capaci di creare praticamente nessun pericolo alla retroguardia azzurra. A completare la frittata ci ha pensato proprio Maurizio Sarri con le sue dichiarazioni in conferenza e nel post partita.

“Se mi brucia perdere a Napoli? Sinceramente no, se proprio devo perdere sono contento di farlo coi ragazzi a cui sono affezionato.”

Una non troppo felice battuta sulle maglie a strisce ha poi chiuso in maniera “pittoresca” una serata da dimenticare per i torinesi. Così, mentre sulla TV nazionale già si parlava di “processo a Sarri” (non si capisce bene da quale autorità), sui social spopolava l’hashtag #SarriOut da parte dei tifosi che ormai da tempo chiedono la testa del tecnico. Inammissibili, secondo i più, le sue dichiarazioni, che fanno da cornice ad un “bel gioco” che pare latitare. Qualcuno, addirittura, auspica il ritorno di Max Allegri, come cambiano i tempi…

La tifoseria bianconera, complici questi ultimi anni di successi, è caratterizzata da un eterno catastrofismo, ma in questo frangente sembra si sia davvero superato il limite.

Dichiarazioni evitabili

Che Sarri non fosse un maestro della comunicazione non lo scopriamo domenica sera. Figlio di un calcio e di una cultura totalmente diversi da quelli che vediamo sotto i riflettori, fiero portatore di una goliardia tutta toscana, il tecnico ci aveva già abituati, nelle sue precedenti esperienze, a qualche passo falso nelle sue dichiarazioni. Credere che un uomo di sessant’anni potesse magicamente diventare il principe del Galles semplicemente cambiando squadra sembra, francamente, una grossa sciocchezza.

Mister Sarri è un uomo verace che odia la retorica, dà poco valore alla forma (perlomeno nel comunicare) e difficilmente dice cose che non pensa. Le dichiarazioni del post gara sono state, giustamente, fastidiose per molti juventini. Sicuramente sincere, in virtù di quella genuinità, nel bene e nel male, che da sempre contraddistingue il tecnico, ma tutt’altro che gravi. Siamo sicuri che l’allenatore ex Napoli non abbia gradito la sconfitta, e che già dai giorni successivi abbia espresso tutto il suo disappunto alla squadra.

E il Sarrismo?

Altro capo d’imputazione per il tecnico: come mai la squadra gioca male e fa peggio di quella di Allegri? Quella di Napoli è stata una disfatta sotto diversi punti di vista, ma solo pochi giorni prima si sprecavano elogi su come la Signora avesse liquidato con facilità la Roma. Quello che davvero sembra mancare è un minimo di equilibrio nei giudizi. Si tratta appena della seconda sconfitta in più di metà campionato, per di più con i bianconeri ancora in testa.

Ed ecco che ritorna prepotentemente lo spettro di Allegri: la Juve in campionato fatica ben più di quella dello scorso anno. Vero, di questi tempi, nel 2019 viaggiava col Cruise Control verso l’ennesimo scudetto con il Napoli staccatissimo: la lotta per il titolo si chiuse appena CR7 scese dall’aereo che lo portò a Torino. Ma ad una Juve sul velluto in Serie A fece da contraltare una pessima figura in Champions ed una rumorosa eliminazione ai quarti di Coppa Italia. Allegri pagò con l’esonero.

In questo senso i risultati sorridono decisamente al tecnico di Figline: qualificato agli ottavi di Champions con una giornata di anticipo e con buone possibilità di raggiungere i quarti, pronto ad affrontare il Milan nelle semifinali di Coppa Italia. Non male.

Troppa fretta

Le critiche possono essere spesso costruttive, ma ciò a cui abbiamo assistito nei giorni scorsi è stato eccessivo. Mister Sarri, ancora pienamente in corsa per tutti gli obiettivi, ha avuto, dati alla mano, un buon impatto col mondo bianconero. La sua stagione ha ancora molto da dire e chiederne l’esonero adesso è prematuro oltre che insensato. La stagione sta per entrare nel vivo, ed il prossimo appuntamento dice Juventus-Fiorentina. Perseverare sarebbe diabolico, Sarri lo sa. Questa, non potrà proprio sbagliarla.

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