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Gonzalo Higuaín: sì o no?

Mai come in questi giorni, il futuro di Gonzalo Higuaín sembra essere lontano dalla Juventus. Sono ormai un ricordo i giorni dell’entusiasmo post-acquisto dai rivali del Napoli per la cifra record di 90 milioni di euro. Da allora per l’argentino, in bianconero, si registrano 96 presenze e 45 gol e se ci dovessimo fermare solo a questi dati, non sarebbero da considerare affatto come flop. Il problema sta nel fatto che si parla di un giocatore del calibro di Higuaín, attuale recordman di gol in un’unica stagione di Serie A (36), con trascorsi internazionali importanti nel Real Madrid (107 gol in 190 presenze) e anche nella sua Nazionale (pur senza aver portato a casa trofei). Il suo acquisto doveva garantire quella potenza di fuoco necessaria davanti per la conquista di importanti traguardi europei, ma purtroppo la realtà si è rivelata diversa e Higuaín non sempre ha garantito costanza di rendimento ad alti livelli; al contrario, si è arrivati alla turbolenta cessione in prestito annuale del 2018 e al ritorno sotto la guida del suo mentore e “protettore” Maurizio Sarri. Proprio quest’anno, Gonzalo aveva la possibilità di dimostrare di poter essere ancora utile a questa Juve, ma finora questo non è avvenuto. In più la tensione nata per la questione rientro dall’Argentina, non lo mette di certo in buona luce agli occhi della dirigenza. I piani alti bianconeri, in questi giorni di pausa, riflettono sul futuro di diversi elementi della rosa e il Pipita è sicuramente tra questi. Ed ecco che puntualmente anche noi ci troviamo qui per parlarne: quali sono i possibili punti a favore di una cessione di Higuaín? E quali i pro di una sua conferma? Eccoli qui di seguito.

CONFERMA

  • ATTACCANTE COMPLETO: la presenza in rosa di Higuaín resta comunque un aspetto da non sottovalutare. In primis, Gonzalo è un 9 atipico, in grado di svolgere diversi compiti giocando da centravanti: finalizzatore, rifinitore, centroboa e giocatore di raccordo tra centrocampo e attacco. Insomma, per quanto sia tendente all’eclissarsi nei momenti clou, il suo essere così poliedrico come attaccante potrebbe metterlo al sicuro da un’eventuale cessione, dato che in rosa farebbe sempre comodo avere un giocatore così completo. Si potrebbe gestire a seconda della partita, da titolare o subentrante, e offrirebbe sempre un’alternativa di gioco diversa. In più, come al solito, andrebbe poi rimpiazzato numericamente con un giocatore di pari o superiore livello e trovarlo altrettanto completo, al momento, risulta difficile. Infine aggiungiamo che la presenza di Sarri e di un’ala altrettanto atipica come Ronaldo potrebbero giocare un ruolo decisivo per la permanenza dell’argentino.
  • FEELING CON I TIFOSI E L’AMBIENTE: nell’anno passato lontano da Torino, Higuaín non ha di certo mostrato il lato migliore di sé, anzi. La metà stagione passata al Milan è stata forse la più disastrosa della sua carriera, aggravata anche dal mancato feeling scattato con l’ambiente rossonero; è andata un po’ meglio al Chelsea sotto quel punto di vista, ma con numeri altrettanto deludenti (15 presenze e 6 gol al Milan; 14 presenze e 7 gol nei blues). La musica, però, è totalmente diversa alla Juve, dove l’argentino ha sviluppato un buonissimo rapporto con la tifoseria e l’intero ambiente, dai compagni di squadra alla dirigenza stessa, che hanno tutti fatto il massimo per metterlo in condizione di rendere al meglio e dimenticare in fretta il trattamento ricevuto post addio al Napoli. In virtù di ciò, si può pensare ad una sua ulteriore permanenza per un massimo di 2-3 anni, puntando sul fatto che un ambiente a lui congeniale e un allenatore che lo stima possano migliorare le sue prestazioni in campo.

CESSIONE

  • RISCHIO CHE DIVENTI UN PESO: il rovescio della medaglia di quest’ultima argomentazione dei pro ad una sua permanenza, è il rischio che il suo rinnovo di contratto diventi un peso a livello economico e sportivo. Il giocatore ha ormai 32 anni, quindi i suoi margini di crescita sono praticamente azzerati e per quello visto in questa metà stagione, più tutta la precedente, è facile anche pensare che Higuaín sia ormai nella fase finale della sua carriera ad alti livelli. Il valore di mercato va scendendo inesorabilmente (al netto di quello che potrebbe dimostrare sul campo) e percepisce ancora uno stipendio da 7.5 milioni netti, piuttosto elevato per la sua età. Perciò, con questi presupposti, il suo rinnovo vorrebbe dire mantenere Gonzalo in rosa fino a fine carriera, dato che si sono avute difficoltà a cederlo nella scorsa sessione e ancor di più se ne avrebbero nei prossimi anni, quando sarà ormai intorno alle 35 primavere e prossimo al ritiro. Insomma, se si vuole ricavare ancora qualcosa a livello economico, la prossima sessione estiva è l’ultima a disposizione, altrimenti gli scenari sarebbero una perdita a zero del giocatore il prossimo anno o un rinnovo che vorrebbe dire essere un fardello importante per le casse bianconere. Soprattutto quest’ultimo aspetto, influirebbe sui movimenti di mercato nel reparto attaccanti: niente nuovi arrivi più giovani e leggeri a livello economico e/o cessioni eccellenti e più dolorose (vedi Dybala…).
  • IL CARATTERE: probabilmente la personalità è sempre stata il tallone d’Achille di Higuaín. L’aspetto caratteriale è spesso un tratto distintivo degli argentini, nel bene o nel male: ci sono giocatori estremamente freddi e distaccati come Tevez o Icardi, mentre al contrario ci sono quelli molto emotivi come Gonzalo, che spesso è stato tradito da questa sua personalità, nei momenti in cui la freddezza sarebbe stata essenziale. Ovviamente, ci ricordiamo di lui anche per i gol decisivi come quello all’Inter due anni fa per lo scudetto o i vari gol segnati da ex contro il Napoli (anche sotto piogge di fischi); tuttavia, come detto inizialmente, il suo acquisto era avvenuto anche e soprattutto per fare il definitivo salto di qualità in Europa, ma nell’atto pratico ha lasciato poco il segno quando contava a livello continentale. Anche per questo poi si è arrivati all’acquisto di Ronaldo, che ha scatenato in lui una reazione ancora una volta molto emotiva, la quale lo ha portato a rovinarsi un’intera stagione. In definitiva quindi, anche per questo suo particolare aspetto, potrebbe non essere una buona idea prolungare ulteriormente l’avventura alla Juve, ma piuttosto converrebbe lasciarsi in buoni rapporti. Ricordiamo infatti che il Pipita, pur con i suoi difetti e mancanze, ha contribuito alle vittorie in campo nazionale, ha sempre dimostrato di tenere alla causa bianconera e perciò non merita sicuramente un addio travagliato, come lo è stato due anni fa.

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