Average Juventino Guy

Hellas Verona – Juventus: l’analisi del giorno dopo

La doverosa premessa da fare in questa sede è che l’articolo si limiterà a trattare ciò che si è visto ieri sul campo, escludendo quindi scelte di mercato e cambi di guida tecnica più o meno giusti. Si partirà dalla pura cronaca degli episodi, fino a cercare di capire perché è arrivata questa, inaspettata (neanche tanto), ma giusta sconfitta.

Il Verona veniva da un pareggio per 0-0 in casa della Lazio e da un 1-1 a San Siro con il Milan, non due risultati propriamente scontati. La squadra di Juric quindi, ha dimostrato di non essere assolutamente avversario abbordabile, a maggior ragione in casa. Nel girone di ritorno inoltre, riceverà al Bentegodi sia Lazio che Inter, perciò anche per le nostre dirette concorrenti ci sarà da vendere cara la pelle contro una squadra che a questo punto può puntare anche ad un piazzamento in Europa. Dati gli incontestabili meriti al Verona per la partita disputata, veniamo ora ad analizzare gli errori e le (poche) cose buone fatte dalla Juve nel match di ieri sera.

Partiamo dal modulo: Sarri decide di confermare il 4-3-3 mandando in campo gli stessi uomini che solo una settimana fa vincevano per 3-0 contro la Fiorentina. Una scelta che sento di condividere con riserva a causa della conferma da titolare di Gonzalo Higuain al centro dell’attacco: il centravanti argentino è partito titolare nelle ultime tre partite senza mai lasciare il segno sul match, anzi risultando spesso avulso dal gioco e lontano dall’area di rigore. Spesso lo abbiamo elogiato per la sua bravura nell’essere decisivo anche come rifinitore oltre he come numero 9, ma nelle ultime uscite è sembrato assolutamente fuori forma e poco utile alla causa. Sarri in conferenza stampa aveva parlato di “bestemmia” riferendosi a Dybala in panchina, eppure nonostante ciò e le opache prestazione del n.21 bianconero, il mister toscano non ha avuto il coraggio di provare ad inserire la Joya al centro dell’attacco.

Il primo tempo si chiude sullo 0-0 ma, al netto di due sfortunati legni bianconeri, il Verona ha messo sotto la squadra campione in carica con una prestazione intensa, dove è andata più volte vicina al vantaggio,trovandolo anche, salvo poi farselo cancellare dal VAR per fuorigioco millimetrico di Kumbulla. La squadra bianconera non riesce a stare dietro al gioco degli scaligeri e ciò sembra essere un difetto ricorrente: quando la squadra avversaria gioca la partita sul piano dell’intensità, della velocità di gioco e pressing asfissiante la Juventus sembra andare in totale confusione, non riuscendo a venir fuori per alleggerire la pressione e creare chiare occasioni da gol sfruttando il divario tecnico e la potenza di fuoco dei propri uomini avanzati. Ho usato il termine “ricorrente” perché ciò è accaduto in occasione delle 3 sconfitte in Serie A contro Lazio, Napoli e Hellas Verona e fino ad ora, purtroppo, Sarri non ha ancora trovato una soluzione a questo problema.

Nel secondo tempo, la Juve sembra entrare in campo con un atteggiamento diverso e una volta operato il classico cambio Higuain-Dybala al 60′, la partita sembra incanalarsi verso i giusti binari con Cristiano Ronaldo che trova il gol per la decima partita di fila con una grande azione personale e la Joya che sembra aver ridato freschezza alla manovra bianconera dal centrocampo in su. Purtroppo risulterà solo una fase estemporanea: il Verona infatti aveva abbassato i ritmi in quel frangente, complice anche la stanchezza dovuta alla poca abitudine alle tante partite ravvicinate, per poi rialzare i ritmi al momento dell’ingresso di Pazzini che va a dare anche più peso all’attacco dei gialloblu. La squadra dava di nuovo la sensazione di poter subire gol da un momento all’altro e infatti alla prima grave disattenzione di due singoli, Bentancur e Pjanic, arriva la rete del pareggio. Il momento in cui la squadra perde la partita è proprio quello: i due uomini che dovrebbero essere di maggior qualità del centrocampo commettono un errore banale e la squadra non riesce più a rendersi pericolosa. Bentancur sbaglia completamente nel voler tentare una giocata di tacco difficile in una zona del campo cruciale mentre era pressato alle spalle e Pjanic è troppo lento nel cercare di porre rimedio all’errore del compagno, con il risultato che tocca lui il pallone a Borini mettendolo davanti a Szczesny. Il secondo e decisivo gol arriva poi a causa di un altro errore individuale, stavolta di Bonucci che alza troppo il braccio in marcatura su un calcio d’angolo e concede calcio di rigore.

Insomma, la serata di ieri lascia poche certezze e tanti dubbi, più individuali che di squadra, a mio modo di vedere. La certezza resta una sola in questo momento: Cristiano Ronaldo. In campo sembra sempre l’unico a crederci, ma la squadra non sembra stargli dietro; sembrava si fosse ritrovata anche un’altra certezza, ovvero Douglas Costa, ma anche ieri il brasiliano si è fermato per l’ennesimo problema muscolare, dopo due ottime partite giocate da titolare. I dubbi e gli strascichi negativi sono molti purtroppo: la squadra non ha ancora assimilato al meglio l’idea di gioco del mister, complice anche probabilmente, la mancanza degli uomini adatti ad esprimerlo, per inadempienze sul mercato ma anche per i continui infortuni. La cosa che più deve preoccupare, in ogni caso, sia i tifosi che Sarri in prima persona, è sicuramente l’atteggiamento mentale: in questo campionato, rispetto agli ultimi, ci sono diverse squadre forti ed attrezzate in grado di lottare per obiettivi impronosticabili a inizio stagione, quindi scendere in campo con l’atteggiamento di chi pensa di aver già la vittoria in tasca è sbagliato e controproducente. Così come il disunirsi alla prima difficoltà che si palesa in partita, non aiuta di certo. Ci auguriamo tutti che Sarri lavori anche su questo aspetto oltre che sul piano tattico: si può e si deve fare meglio di così, il tempo è dalla sua (gli scontri diretti anche), i tifosi, dal canto loro, dovrebbero sostenerlo. Tireremo le somme a fine stagione, intanto evitiamo i disfattismi e speriamo di non lasciare altri punti per strada, perché quello, ovviamente, non piace a nessuno, ma bisogna saper anche accettarlo.

Post recenti

Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Chiudi il menu