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Il nuovo volto della Juve di Sarri

La scorsa settimana, dopo la sconfitta contro l’Hellas Verona, il presidente Agnelli e Sarri si erano incontrati in un locale di Torino per parlare della situazione della Juventus. Incontro normale, come tanti, ma arrivato in un momento ben preciso. Si pensava che, durante quella cena, fosse stato chiesto a Sarri di fare delle scelte ben precise per ritrovare quella compattezza che ad inizio stagione aveva fatto volare la Juve in campionato e in Champions. Sarà un caso, ma dopo quell’incontro qualcosa è cambiato.

Sia chiaro: la Juve deve migliorare tantissimo, in molti aspetti Ma di sicuro, dopo la cena di Torino, Sarri ha fatto delle scelte diverse che potrebbero essere quelle definitive per il resto della stagione. Andiamo a vedere quali:

AARON RAMSEY

Maurizio Sarri ha dichiarato che il ragazzo predilige la posizione da mezzala. Probabilmente non lo vedremo più come trequartista, ruolo che in questa Juve nessuno riesce a fare perfettamente (tranne Dybala, ma ne parleremo dopo). Sia contro il Milan che contro il Brescia il gallese ha giocato da interno destro di centrocampo partendo titolare, e in entrambe le occasioni è stato sostituito intorno al 65’. Le prime due partite nel “nuovo ruolo” per Ramsey non sono state indimenticabili: anzi, spesso si è trovato in difficoltà, quasi spaesato, soprattutto a San Siro. La sensazione è che non sia ancora pronto fisicamente per coprire quel ruolo, visti i numerosi piccoli infortuni avuti in stagione, ma che possa ancora migliorare e che il suo ruolo in questa Juve deve essere questo. Contro il Brescia il numero 8 ha recuperato molti palloni e con un bell’inserimento si è anche guadagnato la punizione dal limite brillantemente trasformata da Dybala. Sarri ripone molte speranze in lui, e anche noi. Del cambio di ruolo di Ramsey ne avevamo parlato qualche settimana fa (clicca qui).

JUAN CUADRADO

Cuadrado terzino aveva convinto quasi tutti, anche Maurizio Sarri. Tant’è che ormai, complici anche i vari infortuni di De Sciglio e Danilo, il titolare lì era lui. Più lati positivi che negativi, il colombiano si era adattato bene nel nuovo ruolo ritagliandosi un minutaggio altissimo, come quasi mai in questi anni. Sarri in questa stagione lo aveva già schierato in avanti (memorabile la prestazione con gol al Wanda Metropolitano), ma mai due volte di seguito. Contro Milan e Brescia il numero 16 bianconero si è piazzato nei tre davanti, in un tridente atipico a dir la verità, e secondo alcuni giornalisti e opinionisti, il tecnico non vorrebbe più schierarlo nel quartetto difensivo tranne che in situazioni d’emergenza.

DAL 4-3-1-2 AL “4-3-3”

Sarri ha dichiarato di non preferire un modulo all’altro, e probabilmente è vero. Ma una scelta che dia continuità va fatta. Il trequartista è stato provato tante volte: prima Bernardeschi, poi Ramsey; qualcuno voleva vedere addirittura Pjanic lì, ma nessuno è riuscito ad interpretare il ruolo nella maniera più corretta. In alcuni match è stato schierato anche il tridente pesante formato da Dybala-Higuain-Cristiano, che però non sempre ha dato i frutti sperati.

Nelle due ultime uscite la squadra è stata schierata con il 4-3-3, almeno sulla carta. In Coppa è stato schierato Cuadrado alto a destra, Ronaldo alto a sinistra e Dybala centrale. L’interpretazione della partita però è stata ben diversa. Cuadrado era quasi sempre sulla linea dei centrocampisti, per dare ampiezza al centrocampo durante la fase difensiva, che voleva limitare le incursioni di Theo Hernandez (probabilmente il giocatore più pericoloso del Milan a livello offensivo). Dybala invece, il migliore in campo della Juve, più che la punta ha fatto il trequartista (o se preferite il tuttocampista): era ovunque, tranne che in area di rigore. Ronaldo invece era lì solo sulla fascia sinistra, abbandonato a sbrigarsela da solo. Il risultato? Tanto possesso palla, pochissimi tiri in porta.

Contro le Rondinelle invece nel tridente c’erano Cuadrado e Dybala larghi e Higuain centrale. Dybala ovviamente non ha giocato da ala, ma più da trequartista, svariando su tutto il fronte d’attacco. Cuadrado invece, si è messo quasi al servizio del 10, cambiando lato del campo quando l’argentino decideva di farlo. Per stessa ammissione di Sarri, Dybala ha avuto liberà totale nei movimenti.

Con Cuadrado più alto, inoltre, cambia anche il centrocampo: in fase di non possesso, il colombiano si abbassa e forma insieme ai compagni un centrocampo più scolastico, con la mezzala sinistra che si allarga a sua volta. Che sia questa la scelta definitiva del tecnico?

OSARE

Da una squadra con questo attacco ci si aspettano decisamente più gol. Spesso la colpa è stata attribuita al non avere una prima punta di ruolo all’infuori di Higuain, che non sta giocando la sua miglior stagione. Il problema principale però, è il poco feeling con il gol dei nostri centrocampisti. Se accompagnassero più l’azione offensiva della squadra si creerebbero molte più occasioni, facilitando anche il gioco degli attaccanti. In una situazione così, osare di più sarebbe la cosa migliore da fare: osare con gli inserimenti, con gli uno contro uno, con i tiri da fuori, con passaggi in verticale. Anche perché il momento caldo della stagione sta per arrivare, e la Juve deve assolutamente farsi trovare preparata.

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