Average Juventino Guy

Juve, di chi è la colpa?

Analizzare cosa non vada in questa squadra non è proprio impossibile. Un gioco mai sbocciato, un centrocampo non all’altezza, giocatori che hanno bisogno di cambiare aria; un allenatore che non sembra essere mai entrato in simbiosi con l’ambiente, una campagna acquisti deludente. Noi juventini sapevamo che prima o poi il famoso ciclo vincente sarebbe terminato, ma non nell’anno in cui si ha a disposizione uno dei giocatori più forti della storia. E soprattutto non prima di aver conquistato quella coppa. Alla fine della partita contro il Lione ero più deluso e arrabbiato che triste. Dov’è finita la squadra che è andata in doppio vantaggio al Wanda Metropolitano? Dov’è finita la squadra che a San Siro ha distrutto Conte e l’Inter? Praticamente non esiste più. Credevo che dopo le sconfitte in Supercoppa, al San Paolo, al Bentegodi e le varie opache prestazioni, ci sarebbe stata una risposta. Quale partita migliore di un ottavo di finale di Champions League?

E invece l’ennesima partita orrenda. Disattenti in difesa, inconcludenti in attacco, inadeguati a centrocampo. Bonucci che dice che “qualcosa non era acceso“; Sarri che non riesce a capire come in allenamento si vada al doppio della velocità rispetto alla partita e che non riesce a far capire bene i suoi concetti alla squadra. Ma la colpa di chi è? Dell’allenatore? Dei singoli giocatori? Della dirigenza?

L’ALLENATORE

I fallimenti di una squadra passano, per forza di cose, dall’allenatore. È tutta colpa sua? Probabilmente no, ma non è esente da colpe. Dal punto di vista tattico, non ha ancora trovato il modulo più consono a questa rosa. Il 4-3-1-2 non piaceva, il 4-3-3 non sta dando frutti. Che serva una rivoluzione nel bel mezzo della stagione come fece Allegri nell’anno di Cardiff o bisogna continuare a perseverare sperando che la squadra trovi continuità? Probabilmente un cambiamento radicale potrebbe dare la scossa che serve in questo momento. Ma i problemi non sono tutti di natura tattica. Sarri ha dimostrato spesso di non essere un gran motivatore e di peccare un po’ di personalità, qualità che alla Juventus è necessaria. E non basta togliere Cristiano se non sta giocando bene per essere definito allenatore con personalità. Bisogna fare scelte importanti, parlare in maniera chiara alla squadra e ai media.

I GIOCATORI

Del sarri-ball nemmeno l’ombra, ma non è solo colpa di Sarri. I giocatori son parsi spesso non all’altezza delle situazioni, e in molte occasioni non hanno dato l’impressione di aver sputato sangue per la maglia. Pjanic era partito benissimo per poi avere un involuzione incredibile: ora è quasi sempre tra i peggiori. Higuain sembrava esser tornato il nueve da 90 milioni e adesso fatica ad essere in forma. Rabiot è un oggetto misterioso, Matuidi sembra inadatto a quello che richiede il mister. Sandro è un vecchio ricordo. E potrei continuare. Ma davvero la rosa della Juve è scarsa? No, ma non è neanche la squadra super-competitiva che veniva dipinta da Paratici. Dai calciatori però ci si aspetta ancora una reazione d’orgoglio, perché si può perdere, ma non in questo modo.

LA DIRIGENZA

Le colpe della dirigenza si potranno capire meglio a fine stagione. Ma adesso una cosa è certa: durante la campagna acquisti è stato commesso più di un errore. L’errore più grande è stato affidare all’allenatore una squadra non il linea con il suo modo di pensare calcio. Sarri è un allenatore completamente diverso da Allegri: mentre il primo ha un’idea di gioco che consiste nella supremazia territoriale e nel possesso palla che richiede determinati tipi di giocatori, il secondo se la cava con chiunque e cerca di estrapolare dalla rosa il meglio che si può. Imperdonabile che la dirigenza di una squadra come la Juve non abbia capito questo dall’inizio.

Adesso ci aspettano partite fondamentali, che ci diranno chi siamo davvero e cosa vogliamo farne della nostra stagione. Arrivano nel momento più complicato, questo è vero. Ma essere juventini significa soprattutto crederci, ovviamente, fino alla fine.

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