Average Juventino Guy

Tra certezze e novità, riviviamo il 2019 della Juventus

Il 2019, oltre a chiudere un decennio archivia una lunga traversata di successi, dominio territoriale e novità impellenti, le quali, al cospetto dei dati hanno certificato la crescita della Juventus. Crescita economica, mentale, nonché tattica, al fronte di un netto divario maturato nei singoli della rosa quanto nella filosofia societaria.

Il Gennaio bianconero, galvanizzato dal fresco arrivo di Cristiano Ronaldo, presentava un largo vantaggio in campionato. Al di là della Supercoppa Italiana, blindata a Gedda con un colpo di testa del portoghese, la Serie A pareva volgere al termine anzitempo. Il Napoli d’altronde, il club che indusse la Juventus all’epocale rimonta di San Siro del 2018, seppur rinnovata dall’arrivo di Carlo Ancelotti distava con un ampio margine.

La benzina Allegriana difatti, silenziosamente prossima al termine, scivolava armoniosamente nella macchina di gol e compattezza difensiva qual era la squadra. Al mese di Marzo, col successo per 1-2 al San Paolo la Juventus volava a +16: Pjanic prima ed Emre Can poi cuciscono mezzo scudetto sulla casacca del 2020, ponendo fine alla rivalità tecnica con i partenopei. Il Napoli di Sarri ha spaventato più volte il cuore dei tifosi, alimentando l’ardore di chiunque desiderasse l’arrivo di Davide contro il gigante Golia. Tuttavia la Juventus, al cospetto delle favole ha scritto un proprio lieto fine, lo scudetto numero otto di fila, il quinto dell’era Allegri.

Il finale di stagione

Ma le sfaccettature stagionali, esattamente come gli storici colori, rispondono al limpido del bianco quale filotto vincente, ma anche al nero come incubo infortuni. Il fulmine al ciel sereno corrisponde al nome di Chiellini. Per cogliere il discorso occorre andare a ritroso al 30 Gennaio, al match di Coppa Italia a Bergamo. Il capitano lascia il campo alla mezz’ora fermato da un problema al polpaccio. L’Atalanta, vera e propria realtà del calcio italiano conferma il lavoro mostrato al 2-2 del Boxing Day del 26 dicembre: 3-0 ai danni di una Juve sfaldata, è un trionfo.

Il nostro pensiero tuttavia viaggerà alla velocità della luce fra varie emozioni, che, allacciandosi al mondo delle statistiche sovrappongono qualsiasi discostanza di pareri. L’assetto di Massimiliano Allegri, criticato per la scarsità di alternative o per la penuria di movenze e spettacolo, affronta così gli ultimi mesi verso l’ultimo e grande obiettivo, la Champions League. L’incrocio degli ottavi riporta Madrid al destino dei bianconeri, ma stavolta si tratta della sfida al Cholismo, di quel Atlético che sulla falsariga della Juventus ha costruito di recente un passaporto europeo.

Le assonanze si mischiano per la solidità della retroguardia, dalla pericolosità di Griezmann, fresco Campione del Mondo al mito di Ronaldo, mai pago di successi. Una doppia situazione da palla inattiva inscrive la festa colchonera, 2-0 ai danni di una Juventus passiva nel punteggio quanto nelle idee. Il destino pareva segnato, ma la tripletta di Cristiano Ronaldo al match di ritorno non ha solamente riscritto le coordinate della qualificazione, ma ha anche trasmesso i valori corretti.

La nuova Juventus

La sconfitta con i Lancieri dell’Ajax se da una parte distrugge la massima aspirazione stagionale, d’altro canto costituisce il nuovo paragrafo del 2019 bianconero. Saluta Andrea Barzagli, arriva Matthijs de Ligt, torna Gonzalo Higuain. Il Pipita sistema cautamente le valigie sotto la Mole, nonché poche vesti alla Continassa: la partenza, almeno nelle previsioni, è immediata. La stazione di Torino, inizialmente terra di coincidenza per un altro treno, si tramuta nella rivalsa dell’argentino, il quale, dopo poche settimane scala le gerarchie offensive.

Torna, ma probabilmente non era mai andato via, Gianluigi Buffon. Il figliol prodigo, dopo un anno a Parigi indossa nuovamente i colori che lo hanno cresciuto e consacrato.
Ma il cambiamento più importante avviene in panchina: Massimiliano Allegri, dopo cinque anni di successi e qualche rammarico europeo, lascia la Vecchia Signora. Al suo posto l’imprevedibilitá e il rigore di Maurizio Sarri, attore non protagonista dei trionfi citati poc’anzi. Se da un lato termina la storia di uno degli allenatori più vincenti della Juventus, l’altra faccia della medaglia evidenzia un arrivo criticato quanto commemorativo. L’approdo di Sarri infatti riprende le note dell’estate 2014, quando l’arrivo dello stesso Allegri sembrava aver precluso i fasti dell’era Conte.

La Juventus termina il 2019 in vetta alla classifica a pari punti con l’Inter del condottiero leccese, ma con uno scontro diretto a favore. La prima ondata di partite passa indenne seppur con alcuni intoppi dettati dalla fisionomia inedita e qualche infortunio di troppo.

Nonostante questo il racconto si avvolge come un gomitolo multicolore, all’interno del quale il Pipita, rosso come un peperone, emula la rabbiosa esultanza del 2018: l’azione stavolta è ancor più bella, passa da diversi elementi, disegna cerchi concentrici sull’erba di San Siro, concludendosi con un triangolo dritto in rete.

La Juventus Women di Rita Guarino arricchisce ancor di più il rendimento stagionale con un Double fra Serie A e Coppa Italia, che, oltre alla Supercoppa Italiana infonde nuova energia al mondo bianconero.

Le recenti settimane sono state difficili, la doppia sconfitta contro la Lazio ha sollevato un polverone di critiche, ma il 2020 è alle porte: appuntamento al 6 Gennaio, arriva il sorprendente Cagliari, comincia il primo impegno di un ampio tour de force.

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