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Juventus-Inter a porte chiuse? Si giocherebbe tra polemiche, danni economici e morale a terra

La decisione di giocare il Derby d’Italia a porte chiuse sarebbe da considerate una scelta assolutamente necessaria, in virtù della priorità assoluta da dare alla prevenzione della salute di tutti. Tuttavia, ci sarebbero comunque non poche ripercussioni negative, derivanti da questa eventuale decisione, da considerarsi ancora al vaglio delle autorità competenti. In primis, il danno puramente legato allo spettacolo: dopo anni infatti, Juventus-Inter torna ad essere sfida al sapor di scudetto e giocare una gara così importante, crocevia della stagione, contro i rivali di sempre, senza tifosi risulterebbe essere un danno d’immagine non da poco. La partita, infatti, attrae pubblico e giornalisti da tutto il mondo, a maggior ragione quest’anno con il testa a testa avvincente che sta andando in scena ai piani alti della classifica e perciò trasmettere la partita in TV, senza potersi soffermare sullo spettacolo e l’atmosfera che i sostenitori creano sugli spalti, sarebbe già di per sé una perdita importante.

A tutto ciò, si andrebbe ad aggiungere il danno economico che potrebbe subire la società Juventus. Nella partita di andata, infatti, giocata al Meazza, la F.C. Internazionale ha riempito il suo stadio fino all’ultimo seggiolino, registrando un incasso pari a 6.5 milioni di euro, ovvero il più alto di sempre nella storia della Serie A (fonte: Gazzetta dello Sport). Nel caso dell’Allianz Stadium non si potrebbero raggiungere questi numeri a causa del numero dei posti ridotto rispetto alla Scala del Calcio (80.018 contro 41.507), ma per dare un esempio dei numeri potenziali che una partita di questo calibro potrebbe far registrare, andiamo a prendere in analisi l’ultimo Juventus-Inter giocato allo Stadium: 41.495 spettatori, per un incasso pari a 3.7 milioni di euro. Va da sé che la perdita economica di giocare una gara così importante a porte chiuse, si attesterebbe attorno a quella cifra, a cui andrebbero aggiunti gli incassi extra che a mancherebbero a causa dell’assenza di tifosi, come ad esempio ingressi al museo, acquisti allo store e consumazioni a bar e ristoranti che da sole potrebbero fruttare altri 1-2 milioni di incasso.

Se ciò non bastasse, in queste giorni è scoppiata la polemica riguardo a chi il biglietto per il big match lo aveva già acquistato. La policy della Juventus, al pari di altre società di Serie A, non prevede rimborsi di nessun tipo per le partite giocate a porte chiuse, né per gli abbonati né per i paganti. Questa manovra potrebbe limitare sicuramente le perdite economiche della società, ma ovviamente va a penalizzare parecchio la gente comune e i tifosi, che hanno pagato e che non riceveranno in cambio alcun bene o servizio, né tanto meno un rimborso. La policy in questione è chiaramente finita nel mirino dell’Antitrust, che tutela i consumatori, ma comunque sembrerebbe che la questione non verrà risolta in tempi brevi, anche perché non si ha ancora una decisione definitiva riguardo la questione pubblico.

Sui canali ufficiali Juventus infatti, i biglietti sono tutt’ora acquistabili, anche perché come riferito sopra e come riportato dalla Gazzetta dello Sport, la possibilità di disputare la gara a porte aperte è ancora in piedi. Questo perché per la regione Piemonte l’ordinanza riguardo le “manifestazioni aperte al pubblico” avrebbe scadenza per sabato 29 febbraio, con la sfida scudetto, dunque, esclusa dal divieto. In questi giorni ci sarà un nuovo vertice tra i sindaci, prefetti e presidenti di provincia per “confrontarsi sulla possibilità di sospendere o ritoccare le misure di contenimento del virus in Piemonte” (fonte Calcio e Finanza); anche il presidente della Regione Lombardia conferma l’ipotesi delle porte aperte a Rtl 102.5: “Spero che da oggi ci sia una regressione, ma monitoriamo la situazione giorno per giorno. Faremo un check sabato e poi decideremo, se i consulenti ci daranno il via libera revocheremo volentieri queste misure, così che anch’io possa andare allo stadio per godermi la partita”. Insomma ci sarà da aspettare ancora, senza però escludere nessuna delle due ipotesi.

In definitiva, ci si prepara alla sfida decisiva della stagione in un clima agitato, sia per via di faccende extracampo ed extracalcistiche soprattutto, visto da dove è derivata tutta questa situazione. Ma per la Juventus, anche le cose in campo non sembrano andare benissimo, vista anche la prestazione di ieri sera al Parc OL. Noi tutti, però, dobbiamo continuare a tifare e sostenere la squadra, senza remare contro e augurandoci che tutte queste situazioni non vadano ad influire sul morale e sulle prestazioni di una squadra che avrebbe bisogno, ora più che mai, del sostegno di noi tifosi.

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