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La difesa della Juve è la migliore del campionato: ecco com’è cresciuto il reparto

Grazie al pareggio dell’Inter e alla sconfitta della Lazio, con 3 gol subiti da entrambe le squadre, la Juventus non ha solamente allungato in classifica, ma ha anche riconquistato e consolidato il primato di miglior difesa del campionato. Le reti subite dai bianconeri in Serie A sono 24 in 27 partite, a discapito delle 26 incassate dalla squadra di Simone Inzagi. Un dato non marginale: basti pensare che è dalla stagione 2007/08 che la miglior difesa del campionato si aggiudica il titolo di campione d’Italia.

Numeri che lasciano ben sperare, ma la media dei gol subiti negli ultimi 8 anni è tutta un’altra storia: 16,6 alla 27° giornata e 21,5 al termine della stagione. Davvero Incredibile. Per ben due volte negli ultimi 8 anni, stagioni 2011/12 e 2015/16, la Juventus ha concluso il campionato con soli 20 gol subiti.

Ciononostante è innegabile che il reparto difensivo della Juventus sia cresciuto drasticamente nella seconda parte del campionato. Subito dopo la ripresa della stagione siamo stati sopraffatti dal disfattismo, scaturito soprattutto dai 0 gol realizzati nelle due sfide contro Milan e Napoli, dimenticando però le ottime prestazioni del reparto difensivo. La sfida di lunedì sera al Dall’Ara è stata la quarta di fila senza subire gol per la squadra di Maurizio Sarri. Sarà che spesso i tifosi juventini preferiscono vedere il bicchiere mezzo vuoto?

La crescita di De Ligt

Uno degli elementi fondamentali in questa seconda parte di stagione è stato senza dubbio Matthijs De Ligt: il difensore ex Ajax è cresciuto in maniera esponenziale, e con lui le sue prestazioni. Con il grave infortunio di Chiellini il centrale olandese non ha avuto modo di inserirsi nei piani tattici in maniera graduale, ritrovandosi improvvisamente catapultato in una nuova dimensione. Nonostante la giovane età è stato bravo a non farsi condizionare dai rumors, che dopo 2 mesi in Serie A lo davano già per spacciato. Il merito, però, è anche di Maurizio Sarri, che non ha mai smesso di credere in lui…

Ha fatto un percorso devastante perché ha dovuto imparare una nuova cultura, un nuovo modo di giocare, una nuova lingua scendendo in campo ogni tre giorni. Sono il primo a essere convintissimo che diventerà uno dei difensori più forti del mondo.

Maurizio Sarri, intervista post Juve-Cagliari 6 gennaio 2020

Per un ragazzo così giovane non può esserci cosa migliore di avere un allenatore che creda in lui, quando nessun altro è disposto a farlo, e questo Matthijs lo sa bene.

La sua esperienza in Italia è iniziata in maniera surreale: quattro falli di mano in area in quattro partite consecutive: Inter, Bologna, Lecce e Torino. In due casi i suoi tocchi sono stati giudicati irregolari, in altri due no. Da dicembre in poi l’avventura di De Ligt con la Juventus è stata un crescendo: l’intesa con Bonucci aumenta a vista d’occhio e la difesa post-Covid sembra essere impenetrabile. Inter, Milan, Napoli e Bologna: i bianconeri non mantenevano la rete inviolata per 4 partite di fila da dicembre 2018. De Ligt sembra essere finalmente tornato quello dell’Ajax, un difensore intelligente dalla forza straripante, che nonostante la corpotura riesce sempre ad anticipare il centravanti e ad affondare il tackle in maniera rapida e precisa. Una novità che abbiamo potuto notare nella sfida contro il Bologna è, senza dubbio, la sua capacita di vedere il gioco e di impostare l’azione in verticale, come dimostra il passaggio a Bernardeschi che poi, con un tacco meraviglioso, ha propiziato la prodezza di Paulo Dybala.

Bonucci: un leader ritrovato

La scorsa estate, con l’arrivo di De Ligt, sembrava avesse le valigie in mano, ma ad oggi, dopo essere sceso in campo per ben 3304 minuti, detiene il primato di giocatore più utilizzato da Maurizio Sarri. L’infortunio di Chiellini ad inizio campionato lo ha costretto a prendere in eredità la fascia di capitano che, fino a questo momento, ha portato al braccio in maniera lodevole. Ha subito messo De Ligt sotto la propria ala, difendendolo dalle accuse e guardandogli le spalle anche in campo. I tifosi bianconeri si stanno pian piano lasciando alle spalle la sua breve esperienza a Milano, che lo stesso Bonucci ha definito un errore, grazie alle sue ottime prestazioni e all’amore che ha più volte professato nei confornti della Vecchia Signora. Il numero 19 bianconero, dopo il match contro il Bologna, ha dimostrato per l’ennesima volta di essere un leader e di poter caricarsi sulle spalle le responsabilità della squadra.

Le due gare sottotono ci hanno dato una carica in più, il successo contro il Bologna era fondamentale. Dopo la sconfitta contro il Napoli ci siamo confrontati internamente. Da fuori si è parlato troppo, noi abbiamo risposto sul campo.

Alla fine dei giochi possiamo affermare che Bonucci, nonostante l’età che avanza, si è riconfermato all’altezza dei soliti standard: amministra e gestisce la difesa bianconera, un leader tecnico e morale non solo del reparto difensivo, ma di tutta la rosa.

Chiellini e Demiral, la rottura dei crociati

La Juventus ha dovuto fare a meno del proprio capitano, Giorgio Chiellini, praticamente dall’inizio della stagione. Il numero 3 bianconero ha debuttato nella prima gara di campionato contro il Parma, realizzando il gol vittoria, per poi tornare in campo nella sfida del 16 febbraio contro il Brescia. Nei suoi 7 mesi lontano dai campi Chiellini ha ricoperto un ruolo fondamentale all’interno dello spogliatoio: ha sempre accompagnato e sostenuto la squadra, facilitando l’inserimento in rosa dei più giovani, come De Ligt e Demiral. Anche il difensore turco ha subito la rottura del crociato e, come Chiellini, ha realizzato un gol l’ultima volta in cui è sceso in campo prima dell’infortunio, contro la Roma. Il ragazzo classe 1998 è stato costretto a fermarsi nel suo momento migliore, quando stava addirittura insidiando il posto da titolare di De Ligt. Nonostante tutto Demiral incarna in pieno lo stile Juve: lottare fino alla fine per raggiungere la vittoria. Grazie alla sua grinta e alla sua tenacia, il giovane difensore turco è entrato immediatamente nei cuori dei tifosi bianconeri, che già lo immaginano in un’ipotetica coppia del futuro con De Ligt. Per Chiellini e Demiral i tempi di recupero sono nettamente diversi: se il primo infatti è solamente in attesa di recuperare il top della forma, il secondo dovrà aspettare minimo un mese prima di poter tornare a lottare in campo con i suoi compagni.

L’emergenza sugli esterni

La solidità difensiva della Juventus è però minacciata dall’emergenza che si è abbattuta sulle corsie. Partendo del presupposto che, di per sé, le qualità dei terzini bianconeri lascino spesso a desiderare (basti pensare che quest’anno il miglior terzino è stato un’ala, cioè Cuadrado), stavolta Sarri dovrà risolvere un problema ben più grave delle sole capacità dei singoli. Dopo l’infortunio di Alex Sandro si è fermato anche De Sciglio, e con loro Danilo, che nella sfida contro il Bologna ha rimediato un evitabile cartellino rosso. Nella prossima partita di campionato contro il Lecce, a meno di clamorosi colpi di scena, i terzini saranno gli adattati Matuidi e Cuadrado.

Nel corso della sua storia la Juventus ha sempre fatto della difesa il proprio punto di forza, riuscendo nella maggior parte dei casi a conseguire ottimi risultati. D’altronde, come disse John Gregory in un’intervista al The Guardian…

Gli attaccanti vincono le partite, ma i difensori vincono i campionati.

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