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La Serie A si ferma: e ora?

Dopo i numerosi rinvii delle scorse settimane che hanno mandato nel caos i calendari e creato polemiche sul quando, come e dove recuperare i match posticipati, il Governo ha deciso di sospendere tutte le manifestazioni sportive.
Il decreto prevede una deroga per le partite in campo europeo, che sono prerogativa esclusiva della UEFA e si giocheranno pertanto a porte chiuse, al netto della volontà delle squadre impegnate e di eventuali giocatori positivi al virus. Vista la situazione quindi, anche Champions ed Europa League sono appese ad un filo perché come dimostra il caso Mbappé, sottoposto a tampone e fortunatamente risultato negativo, nel momento in cui anche un solo giocatore in campo europeo risulterà positivo, probabilmente si andrà verso la sospensione delle due massime competizioni continentali.

Tornando alla situazione in campo nazionale, l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo chiamava a gran voce decisioni forti e alla fine si è optato per la “zona protetta” estesa a tutta Italia per rallentare la diffusione del virus, che in campo sportivo implica la decisione di totale sospensione sopracitata. Questa è una misura che ritengo giusta, soprattutto considerando la gestione delle ultime due giornate di campionato, giocate a mo’ di spezzatino, con partite tutt’ora appese e senza alcuna certezza di essere recuperate. Ma il caso più eclatante di questa cattiva gestione ritengo sia stato Parma-Spal di domenica: una partita che rischiava di non essere giocata a 5 minuti dal fischio d’inizio, che avrebbe poi implicato il rinvio dell’intera giornata di recupero, quando ormai tutta la macchina organizzativa era in moto.
In definitiva, la sospensione temporanea fino al 3 aprile è un provvedimento corretto ed equo, che purtroppo implica lo slittamento della fine della stagione, ma permetterà alla Lega Serie A di ragionare con più tranquillità riguardo al come proseguire il campionato, se ci sarà la possibilità di riprendere a giocare.

Proprio a questo proposito, ieri il presidente della FIGC Gabriele Gravina ha parlato delle possibili soluzioni al riguardo: ripresa regolare del campionato, con date di recupero già previste, assegnazione dello scudetto e di tutti verdetti alla 24ma giornata, l’ultima giocata senza problemi e infine opzione playoff e playout, se l’emergenza dovesse prorogarsi ulteriormente. La proposta più intrigante sarebbe sicuramente quest’ultima, ma per quanto mi riguarda non la caldeggio più di tanto. Questo perché, l’assegnazione di scudetto tramite un mini torneo ad eliminazione diretta la riterrei una scelta estrema che andrebbe a vanificare quanto fatto sul campo dalle prime 4 prima che scoppiasse l’emergenza. Questa possibilità sarebbe sicuramente una novità e attrarrebbe parecchio pubblico televisivo, ma forse lascerebbe tutto troppo al caso e ci si potrebbe ritrovare a celebrare la vittoria di una squadra arrivata quarta sul campo. D’altro canto però, una non assegnazione del titolo sarebbe parecchio mortificante e speriamo non si debba arrivare a questa soluzione, perché vorrebbe dire soprattutto che non si potrà scendere in campo per molto tempo a causa del prosieguo dell’emergenza virale.

Al momento tutte le opzioni sono al vaglio, come dichiarato da Gravina e una soluzione definitiva verrà presa solo tra 15 giorni circa, tenendo in considerazione anche la UEFA per quanto riguarda Euro2020. Quello del campionato di Serie A e delle manifestazioni sportive non è che l’ultimo dei problemi da affrontare in questo momento, ma ci auguriamo tutti è una pronta risoluzione dei problemi che stiamo vivendo e una regolare ripresa dell’attività sportiva. Ciò starà a significare che non si dovrà arrivare a soluzioni drastiche e che si potrà continuare a godere di un campionato che ci stava regalando non poche emozioni, senza più preoccupazioni esterne.

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