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Miralem Pjanic: sì o no?

Dopo i dubbi sulle eventuali cessioni di Douglas Costa e Bernardeschi, ecco che ci troviamo a discutere della stessa questione anche con Miralem Pjanic. Eppure, dopo la famosa affermazione sui 150 palloni pronunciata da mister Sarri, pochi erano quelli che avrebbero potuto prevedere una riflessione di questo genere. Nei piani del tecnico toscano il bosniaco sarebbe dovuto essere il suo Jorginho, il fulcro del gioco e il regista perfetto per la Juve; al contrario però, dopo un girone d’andata confortante, dove tra alti e bassi egli stava comunque rispettando gli standard voluti dal tecnico, c’è stata un’improvvisa involuzione che ha portato Pjanic a perdere il posto da regista, in favore di Bentancur. Ed ecco quindi che tifosi e dirigenza si interrogano sul futuro del bosniaco, cessione sì o no? Vediamo le possibili ragioni per l’una o l’altra opzione.

CESSIONE

  • SI PUÒ AVERE DI MEGLIO: il centrocampo della Juve in questa stagione ha sicuramente deluso, perciò c’è da aspettarsi una rifondazione, quantomeno parziale. Questo processo potrebbe avere inizio proprio dalla cessione di Pjanic, che sarebbe sicuramente la più remunerativa e i soldi del suo addio garantirebbero liquidità nelle casse bianconere per arrivare a centrocampisti migliori e/o più adatti al gioco di Sarri. Il nome che scalda di più gli animi dei tifosi è sicuramente Paul Pogba, ma sappiamo come la Juve sia anche su Sandro Tonali (forse il più adatto come nuovo regista) e abbia già ufficializzato Dejan Kulusevski, che nei piani tecnici sarà la nuova mezz’ala da affiancare al già ricco pacchetto bianconero. Insomma, la cessione di Pjanic potrebbe finanziare l’acquisto di un giocatore più adeguato a toccare i celebri 150 palloni e a svolgere le mansioni richieste dal tecnico, oppure a regalare ai tifosi il top player che tanto desiderano, liberandosi anche di un ingaggio pesante, che poco ha reso sul campo. Con buona pace delle convinzioni che aveva Sarri a inizio stagione.
  • LA DISCONTINUITÀ E LA POCA PERSONALITÀ: come detto inizialmente, anche nella prima parte di stagione, quando sembrava che le cose stessero andando bene per Miralem, egli ha avuto parecchi black out, che sono poi sfociati definitivamente nella mediocrità del girone di ritorno e la perdita del posto da titolare. Basandosi solo su questo dunque, già si evince facilmente come Pjanic non sia adatto al ruolo di regista, perché ricopre una zona di campo troppo importante per accendersi solo ad intermittenza e anche lo stesso Bentancur ha fatto vedere di girare meglio rispetto al compagno bosniaco. Inoltre ha spesso dimostrato di non avere abbastanza personalità per essere il cervello della Juve e reggerla anche e soprattutto nei momenti di difficoltà o nelle fasi decisive della stagione, durante le quali spesso si è eclissato e ha deluso, per poi essere additato come capro espiatorio dei fallimenti sportivi.

CONFERMA

  • RIVALUTARLO DA MEZZ’ALA: al momento del suo acquisto clamoroso dalla Roma, Pjanic era stato acquistato come trequartista o mezz’ala di qualità che avrebbe dovuto sostituire il partente Pogba. Inizialmente, Allegri lo fece giocare con continuità in quel ruolo per poi spostarlo stabilmente da regista per questioni di necessità. Il suo ruolo naturale, quindi, è più vicino alla porta. In questa Juve che vuole fare del 4-3-3 il suo modulo di riferimento, dopo il fallimento da regista, può ritaglairsi spazio da mezz’ala, come alter ego di Ramsey. Sì perché la qualità nei piedi di Pjanic non si discute, ma probabilmente è stata utilizzata fin troppo spesso nella zona sbagliata del campo e sarebbe curioso rivederlo più avanzato, dove la sua bravura nell’inserirsi e nell’ultimo passaggio potrebbe rivelarsi più utile e dare una valida alternativa a Ramsey, che comunque non può giocare le circa 60 partite all’anno che la Juve spera e si aspetta di fare. Tuttavia, questa è una decisione che spetta solo a Sarri, che ha già affermato di non vederl da trequartista, mentre non si è sbilanciato troppo sul ruolo di mezz’ala.
  • IL MOMENTO DEL RISCATTO: prendendo in considerazione le ultime partite prima dello stop, si evince come i titolari sulla carta sono Ramsey-Bentancur-Matuidi, perciò anche Sarri si è dovuto arrendere all’evidenza del fatto che il miglior equilibro e qualità sono garantiti da questo trittico, dal quale Pjanic è escluso. Ciò non vuole per forza dire che abbia perso totalmente la fiducia nel mister, anzi, il destino resta nelle sue mani. Se Miralem tira fuori il meglio di sé, ci potrebbe sempre essere spazio in questa Juve, ma dipende tutto da lui e dalla sua voglia di rimanere in bianconero, considerando che le offerte per cambiare aria non mancano. Spesso però, ha dimostrato attaccamento alla maglia sui social, quindi ora è il momento giusto per confermarlo anche sul campo, per il riscatto e la eventuale permanenza.

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