Average Juventino Guy

Quali sono le colpe della dirigenza?

Il ritorno dalla lunga pausa è stato più amaro del previsto per la Juve. La sconfitta in Coppa Italia contro il Napoli ha confermato i problemi visti prima dello stop, sicuramente ingigantiti dalla mancanza di forma fisica.
I bianconeri hanno perso la seconda finale della stagione, e dunque il secondo trofeo. Se la finale di Supercoppa contro la Lazio è stata (quasi) perdonata, questa finale sembra non essere andata per niente giù ai tifosi juventini.

Ovviamente, giornali e tifosi, puntano il dito contro Sarri, che non è riuscito a far esprimere la squadra come ci si immaginava in estate. Sul banco degli imputati ci sono finiti anche alcuni giocatori, soprattutto Cristiano Ronaldo, criticato e giudicato giocatore finito (nonostante abbia già segnato 25 gol in stagione). Ma la colpa è solo la loro? No.
Quando si produce un film, e questo va male, i primi a essere criticati sono gli attori e il regista. Ma è la produzione che mette inseme quel regista con quei determinati attori. Paragonando il film ad una stagione sportiva, la produzione in questione sarebbe la dirigenza.

La dirigenza juventina è stata tanto osannata (giustamente) negli ultimi anni: la scelta di un allenatore come Conte, l’acquisto di alcuni giocatori che si sono rivelati determinanti, la scelta di Allegri dopo l’addio del tecnico leccese, le finali di Champions, gli scudetti e le coppe. Un cammino pieno di successi. La dirigenza era quasi intoccabile per i tifosi bianconeri, che non potevano far altro che ammirare le grandi squadre che stagione dopo stagione sono state messe a disposizione dei tecnici.

I dubbi sono iniziati a sorgere in estate: dopo la lunga telenovela Guardiola, il 16 Giugno 2019 la Juventus ufficializza Maurizio Sarri sulla panchina bianconera. L’obiettivo della dirigenza è chiaro: il cambio di mentalità.
La Juventus deve giocare un bel calcio voltato all’attacco.
Il sogno però è stato molto distante dalla realtà, perché l’allenatore toscano non è riuscito a trasformare i bianconeri. Colpa sua?
Sarri è un allenatore che basa il proprio gioco su un fitto possesso palla, supremazia territoriale e tocchi di prima, prediligendo un gioco corale agli individualismi. La rosa della Juve ha molti individualisti (parola spesso usata dal tecnico) e molti giocatori tecnici ma non abituati a giocare di prima. Per permettere all’allenatore ex-Napoli di esprimere la propria idea di calcio, la Juve avrebbe dovuto acquistare giocatori più funzionali al progetto tecnico del mister.

Inoltre, è da un po’ di anni che la Juve non riesce a metter su una rosa ben assortita in tutte le zone del campo. L’acquisto di tanti giocatori inclini agli infortuni e i rinnovi di calciatori over-30 hanno contribuito pesantemente ai problemi strutturali della rosa.
L’attacco, che sarebbe dovuto essere il punto forte, è un vero problema: tolto Higuain, la Juve non ha una prima punta.
In difesa mancano i terzini, a centrocampo manca un giocatore che assicuri la qualità in mezzo al campo e anche una mezzala da una decina di gol a stagione.

I prossimi due mesi saranno fondamentali per la Juve. Al termine di questa stagione travagliata, qualsiasi essi siano i risultati, la dirigenza dovrà sedersi attorno ad un tavolo e risolvere i problemi che si sono palesemente presentati durante questa stagione per non permettere di gettare tutto quello che di buono è stato fatto in questa decade.

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