Average Juventino Guy

Aaron Ramsey è il problema della Juventus

Incompatibilità tattica e (troppi) problemi fisici, finora il gallese non ha lasciato traccia.

#SEEYOUAARON – 19 Aprile 2019, la notizia era nell’aria ma mancava l’ufficialità: la Juve comunica di aver acquistato a titolo definitivo le prestazioni sportive di Aaron Ramsey, tuttocampista classe ’90 dall’Arsenal. Ingaggio oneroso (7mln+bonus, ndr), ma considerando lo “zero” alla voce costo del cartellino, molti addetti ai lavori urlano al colpaccio. 

Ramsey ha talento, gran tecnica individuale, ottimo rifinitore con una gran capacità di giocare nello stretto e quel vizietto del gol che non guasta mai. Superstizioni a parte (leggenda narra che all’indomani di ogni suo gol venga a mancare una celebrità), la sensazione è quella di essere davanti all’ ennesimo capolavoro di mercato di Paratici e co, in grado di portare a Torino un giocatore dalle caratteristiche inedite per il parco centrocampisti della Juve di Allegri.

L’unico neo nella valutazione complessiva del gallese dell’Arsenal è di facile deduzione: Ramsey è storicamente un giocatore fragile muscolarmente, come confermano i primi mesi in bianconero. Ed è proprio un problema muscolare piuttosto grave al bicipite femorale a tenerlo lontano dai campi nell’ultima parte della scorsa stagione, con conseguente ritardo nella preparazione di quest’estate agli ordini del neo-insediato Sarri.

Veniamo a noi.

Il gallese esordisce con la maglia bianconera al “Wanda Metropolitano” durante Atletico-Juve, subentrando a Pjanic all’ 87’, ma la prima vera apparizione la fa allo “Stadium” un paio di giorni dopo, da titolare contro il Verona. Gol e 61 minuti di buon livello sembrano i primi passi verso una storia già vista in più di qualche occasione, con Pirlo, Pogba, Barzagli ecc presi a zero ed entrati a far parte della storia e del cuore dei tifosi bianconeri a suon di prestazioni in molte occasioni sopra le aspettative iniziali.

Passano solo 3 giorni.
Brescia Juve.
Complice l’ennesimo problema muscolare di Duglas Costa della settimana prima e il forfait di Ronaldo, per la prima volta vediamo la Juve col trequartista dietro Dybala e Higuain.
RAMSEY dietro Dybala e Higuain. 

Qui prende vita tatticamente la Juve che tutt’oggi conosciamo: difesa a 4, un mediano/regista, le due mezzali, il trequartista e le due punte.
Vinciamo a fatica a Brescia, con la Spal cambiano le due punte ma sulla trequarti c’è sempre Aaron. Il gallese non convince tanto che tre giorni dopo in Champions contro il Bayer è Bernardeschi il titolare dietro alle punte.
Inter. Ancora Bernardeschi dall’inizio, poi a partita in corso il trequartista lo fa prima Dybala, poi Bentancur. Ramsey 90 minuti in panchina.
Sosta. Ramsey si ferma in nazionale, ennesimo problema muscolare: lombalgia.
Le partite seguenti, tra le critiche, gioca sempre il 33 e l’evoluzione tattica si completa.

Il 4-3-1-2 diventa i modulo della Juve e Bernardeschi (fino all’esperimento del tridente delle meraviglie) è il titolare. 

Ultimo preambolo, poi arriviamo al punto: Sarri ha più volte ammesso che giocare col trequartista offra si più opzioni di palleggio e quindi più facilità nel creare occasioni da rete (dal Brescia in poi si sono costruite in media molte più azioni pericolose a partita), ma  la fase di non possesso può rappresentare un problema. La criticità consiste nel fatto che è più difficile difendere in avanti perché i tre attaccanti coprono “meno” ampiezza di campo e di conseguenza è più complicato portare la prima pressione una volta persa palla. e quindi, tenendo la linea difensiva cosi alta ci si ritrova spesso con 60-70 metri alle spalle della linea e con palla scoperta ai piedi della difesa avversaria.

Proviamo ad immaginare la presenza del trequartista nello scacchiere bianconero come “croce e delizia”, dove la voce “croce” rappresenta la vulnerabilità difensiva e la voce “delizia”, invece, la facilità di palleggio e l’aumento della pericolosità offensiva.
Eccoci al punto: Sarri ha plasmato la Juventus sul trequartista, puntando su tutto su Ramsey. La parte di croce l’abbiamo vista un po’ tutti, verificatasi in moltissime situazioni e testimoniata dalla voce “gol subiti”, la parte delizia, invece, è completamente o quasi non pervenuta, tanto che Sarri si è ritrovato ad un certo punto della stagione costretto a dover ripiegare su Bernardeschi che, pur avendo caratteristiche fisiche tecniche e tattiche diverse dal gallese, ha a sua volta steccato, probabilmente perché non totalmente funzionale a quel ruolo (come da stessa ammissione di Sarri più volte in conferenza).

Ramsey è un giocatore dal valore tecnico indiscutibile che per qualità ed esperienza potrà sicuramente dare grandi soddisfazioni ai tifosi bianconeri. Ma l’apporto dato dal gallese in questi primi mesi all’ombra della Mole non è sufficiente e, sicuramente, non meritevole di uno stravolgimento tattico incentrato sulle sue caratteristiche, come avvenuto ad Ottobre.
La squadra sta a galla eccome anche con un 4-3-1-2 con altri interpreti perché la qualità sopratutto davanti è davvero tantissima, e i risultati lo testimoniano.
Ma cosa sarebbe successo in un’altra realtà, con degli altri giocatori, e con le stesse ambizioni di risultato?

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